La Commissione europea ha lanciato lunedì la piattaforma di investimento T-MED, destinata a mobilitare capitali per le energie rinnovabili e le tecnologie pulite nel Mediterraneo. Il sostegno comunitario comprende una capacità di garanzia fino a 4,5 miliardi di euro nell’ambito del Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile Plus (Efsd+), con l’obiettivo di ridurre i rischi per gli investitori, attrarre capitale privato e accelerare la realizzazione di progetti considerati sostenibili dal punto di vista finanziario.
La piattaforma è stata presentata a Bruxelles dalla commissaria per il Mediterraneo Dubravka Šuica nel corso di un evento con istituzioni finanziarie europee e internazionali, investitori privati e promotori di progetti. Il suo compito sarà mettere in contatto i progetti promettenti con le possibili fonti di finanziamento. T-MED è l’iniziativa di cooperazione trans-mediterranea sulle rinnovabili e sulle tecnologie pulite ed è una delle iniziative principali del Patto per il Mediterraneo.
T-MED era stato presentato il 9 giugno con l’obiettivo di mobilitare fino a 25 miliardi di euro di investimenti entro il 2035 e di contribuire a 15 gigawatt di nuova capacità rinnovabile. Nel comunicato odierno resta l’obiettivo dei 25 miliardi al 2035, insieme alla formazione e alla riqualificazione di fino a 10.000 lavoratori. In quella fase era stato annunciato che la prima riunione operativa della piattaforma si sarebbe tenuta entro ottobr.
Il Patto per il Mediterraneo è stato elaborato dalla Commissione e dal Servizio europeo per l’azione esterna e adottato dal Collegio nell’ottobre 2025. Il lancio ufficiale con i partner del Mediterraneo meridionale è avvenuto il 28 novembre 2025, in occasione del trentesimo anniversario della Dichiarazione di Barcellona. Il Patto è il risultato di un processo di consultazione che coinvolge Ue, Stati membri e partner della sponda sud, con l’obiettivo di costruire uno spazio mediterraneo comune connesso, prospero, resiliente e sicuro.
Settori e riforme
Gli investimenti sostenuti riguarderanno la produzione di elettricità rinnovabile, l’idrogeno rinnovabile, le reti di trasmissione e distribuzione, lo stoccaggio di energia, le interconnessioni transfrontaliere e la manifattura di tecnologie pulite. La Commissione indica il Mediterraneo come area con un potenziale rinnovabile ancora in larga parte non sfruttato.
Oltre al finanziamento, la piattaforma prevede interventi sul quadro normativo, sulle procedure autorizzative, sull’accesso alla rete e sui contratti di acquisto di energia, oltre alla formazione di competenze e allo sviluppo di filiere locali. Secondo la Commissione, la rimozione di questi ostacoli rafforzerà la sicurezza energetica e la cooperazione economica nella regione.
Bruxelles definisce la roadmap per l’attuazione del Patto per il Mediterraneo
I progetti in Egitto e in Tunisia
In Egitto il progetto più esteso riguarda l’ammodernamento e l’ampliamento della rete elettrica nazionale, per un valore complessivo di 1,6 miliardi di euro, con nuove sottostazioni e linee di trasmissione per integrare l’energia solare ed eolica prodotta nelle regioni del Mar Rosso e del Golfo di Suez. Ad Ain Sokhna è stato realizzato il primo impianto di ammoniaca verde del Nord Africa, un investimento da 575 milioni di euro con un elettrolizzatore europeo, la cui produzione è destinata al mercato dell’Unione. Una garanzia Ue ha inoltre reso possibile uno dei maggiori progetti fotovoltaici ibridi dell’Africa, da circa 430 milioni, mentre i progetti eolici di Niat e Rasgha porteranno 500 MW di nuova capacità onshore nel Golfo di Suez.
In Tunisia T-MED sostiene la costruzione di due impianti fotovoltaici da 100 MW ciascuno, con le relative infrastrutture di trasmissione. Il sostegno complessivo dell’Ue è di circa 92 milioni di euro per il primo impianto e di 80 milioni per il secondo. La Commissione precisa che i progetti favoriranno la partecipazione del settore privato nel comparto elettrico tunisino.

